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Le Patologie | ||
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FARINGITE CRONICA |
DESCRIZIONE E SINTOMI
La faringite cronica è l'infiammazione cronica della mucosa della faringe conseguente a ripetuti attacchi di faringite acuta, o secondaria a fattori irritanti cronici. La faringe è una delle porzioni iniziali delle vie respiratorie (faringe - laringe - trachea) posta dietro le cavità nasali e la bocca e ad esse collegata. Le cause più frequenti della faringite cronica sono: eccesso di fumo; eccesso di alcol; inalazione per lungo periodo di tempo di sostanze irritanti; sinusite; ecc.. I sintomi della faringite cronica consistono in: catarro, specie nella fase iniziale, gola dolente e secca; sensazione di solletico alla gola, che provoca ripetuti colpi di tosse; raschiamenti di gola. La faringite cronica è di norma un'affezione a lungo decorso e può anche estendersi alle cavità nasali (rinofaringite). CONSIGLI TERAPEUTICI E' necessario rimuovere la causa originaria, per prevenire ulteriori danni. Risulta utile un trattamento locale a base di medicinali antinfiammatori e l'adozione di misure atte a migliorare l'igiene della bocca. NOTE Consultare il medico in presenza di eccessiva produzione di catarro |
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FEBBRE GIALLA |
DESCRIZIONE E SINTOMI
Fa parte del vasto gruppo di febbri emorragiche, causate da virus, e trasmesse da parassiti (zanzare). Il ciclo vitale ha come intermediari le zanzare e le scimmie, e dopo l'infezione l'organo "bersaglio" è il fegato, dove il virus provoca necrosi epatica. CONSIGLI TERAPEUTICI Nei casi gravi si ha ittero (colorito giallo della pelle), vomito nero, emorragie e anuria. Nel visitare zone a rischio è consigliabile praticare la vaccinazione. La vaccinazione in donne gravide ed in bambini di età complicazioni indotte dal vaccino stesso. Dopo 10 giorni la vaccinazione è protettiva, e la protezione dura 10 anni |
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FEBBRE TIFOIDE |
E' una infezione generalizzata provocata da Salmonella Typhi. La fonte dell'infezione e' costituita dalle feci dei portatori asintomatici o dalle feci e dall'urina dei pazienti con malattia attiva. Nelle comunita' con scarse misure sanitarie la trasmissione avviene il piu' spesso attraverso l'acqua. L'uomo si contagia quindi bevendo acqua inquinata o consumando frutti di mare coltivati in zone vicino agli scarichi urbani o verdure crude irrigate con acqua contaminata. Le mosche possono diffondere i microorganismi dalle feci ai cibi. Il periodo di incubazione varia da 3 a 25 giorni. L'esordio della malattia e' di solito graduale, con sensazioni di brivido, malessere generale, mal di testa, anoressia, epistassi, mal di schiena, costipazione. Predominano comunque il dolore addominale e la dolorabilita' alla palpazione. Senza terapia la temperatura aumenta quotidianamente a salti per 7-10 giorni. Sulla cute compaiono macchie isolate ed arrotondate di colorito rosato che sbiancano alla pressione; esse emergono a gruppi, spesso sull'addome e sul torace tra il 7° ed il 10° giorno e persistono per 2-5 giorni. Una diarrea abbondante si verifica piu' tardi nel corso della malattia, quando le lesioni intestinali si manifestano maggiormente. La diagnosi dipende dall'isolamento dei bacilli tifoidei in sangue, urine o feci. Nella terapia l'antibiotico di scelta e' il Cloramfenicolo, anche se di fondamentale importanza rimane un'assistenza esperta al malato. Il soggetto deve essere posto in isolamento di tipo fecale accurato: lavaggio obbligatorio delle mani ed eliminazione adeguata dei rifiuti fecali sono fondamentali per impedire la diffusione dei microrganismi. L'alimentazione deve essere con pasti frequenti ed a contenuto calorico relativamente alto. Durante la febbre alta e' importante un adeguato apporto di liquidi, anche mediante fleboclisi
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FORUNCOLI |
DESCRIZIONE E SINTOMI
Il foruncolo è l'infiammazione acuta, circoscritta, a carattere purulento, di un follicolo pilifero o di una ghiandola sebacea, provocata,in genere, dallo stafilococco aureo. Inizialmente si manifesta come un piccolo nodulo, sporgente dal piano della pelle, di colorito rosso vivo,molto dolente e contornato da un alone arrossato. Dopo alcuni giorni il nodulo si trasforma in una profonda cavità che emette una massa giallastra,detta "cencio" del foruncolo, insieme con il pus. La riparazione avviene con cicatrice. Il foruncolo può insorgere in qualunque parte del corpo che presenti follicoli piliferi. Le localizzazioni più pericolose sono al viso, specie al labbro superiore e al naso, ciò a causa della diretta comunicazione che esiste tra i capillari che irrorano queste zone e i vasi sanguigni che vanno al cranio (con possibilità di diffusione dell'infezione). CONSIGLI TERAPEUTICI Evitare di manipolare o spremere il foruncolo per scongiurare la diffusione dell'infezione. E' consigliata la massima igiene utilizzando saponi acidi. Sono indicate pomate a base di antibiotici. NOTE Consultare il medico se i foruncoli compaiono in un soggetto affetto da acne |
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FRAGILITA' DEI CAPILLARI - PORPORA |
DESCRIZIONE E SINTOMI
La porpora è la situazione caratterizzata dalla presenza nel tessuto sottocutaneo di macchie emorragiche puntiformi o lenticolari, oppure più grandi e di tipo diffuso, causata dall'aumento della fragilità capillare. Tali manifestazioni emorragiche, insorte spontaneamente o dopo traumi anche minimi, denunciano, quasi costantemente,un'alterazione dei processi di coagulazione. La comparsa di manifestazioni purpuriche è frequente soprattutto nelle donne giovani. Si tratta generalmente di un aumento della fragilità capillare, da mettere con buona probabilità, in relazione al periodo premestruale. La fragilità dei capillari è un sintomo comune a molte malattie, congenite o acquisite, ma può anche essere conseguente ad infezioni, all'uso di farmaci, a disvitaminosi (carenze vitaminiche). CONSIGLI TERAPEUTICI Seguire una dieta povera di grassi e ricca di vitamine C e P e di acido ossalico (consumare frutta e verdure crude). NOTE Consultare il medico specie in presenza di fenomeni ricorrenti di fragilità capillare |
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FRIGIDITA' |
Tale disturbo e' definito come una ricorrente
e persistente inibizione dell'eccitamento
sessuale durante l'attivita' sessuale,
manifestata da una parziale o completa
incapacita' a raggiungere o mantenere una
risposta di lubrificazione-turgore
dell'eccitamento sessuale sino al
completamento dell'atto sessuale. La causa è
rappresentata, nella maggior parte dei casi,
da fattori psichici acquisiti, per esempio una
inadeguata stimolazione sessuale da parte del
partner, disaccordo maritale, depressione e
vita stressante. Altri fattori possono essere
il senso di colpa che segue l'esperienza del
piacere, la paura di abbandonarsi ad una
situazione piacevole che richiede la
dipendenza dal partner, la paura di perdere il
controllo. L'ignoranza dell'anatomia genitale
e della sua funzione risulta molto comune, con
particolare riguardo alla funzione clitoridea
e alle tecniche adeguate per indurre una
effettiva eccitazione. Le cause fisiche
includono malattie localizzate (cistite,
vaginite), malattie sistemiche
(ipotiroidismo), disordini muscolari, farmaci
(contraccettivi orali, antipertensivi e
tranquillanti presentano un effetto variabile)
e terapie chirurgiche ablative (isterectomia e
mastectomia: possono avere un effetto negativo
sulla percezione della propria immagine
sessuale). Allorquando predominano fattori
psichici risulta utile che entrambi i partners
frequentino sedute terapeutiche. Procurano
generalmente un miglioramento gli esercizi di
focalizzazione sensoriale a tre stadi che
coinvolgono la coppia in fasi successive,
nella sperimentazione di piacere non genitale,
di piacere genitale e di coito non esigente.
La conoscenza da parte della donna della
funzione dei propri organi sessuali e delle
proprie risposte e' essenziale. Cio' include
la comprensione dei metodi migliori per
stimolare il proprio clitoride e per
incrementare le sensazioni vaginali.
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